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giovedì 6 settembre 2012

Mon amour...


-segnale cortex da Greenfield-
 Settembre 2514


Amore mio,
come stai? In quale interminabile riunione sei costretto ora?

Continuo a tenere il conto dei giorni, delle ore, dei minuti che ancora mi separano da te. Almeno nel tempo che mi rimane per farlo, poiché gli impegni si moltiplicano a vista d'occhio e tenere l'attenzione su tutto quanto si sta rivelando più arduo del previsto.

Soprattutto adesso, dopo aver ricevuto direttive dalla Proprietà, come già saprai, affinché mi recassi su Greenfield insieme ad un gruppo scelto di collaboratori per vendere i farmaci agli sfollati e alle strutture locali.

Nessuno di noi è felice di farlo, ma abbiamo fatto una scelta, lavorando per Hall Point. Cerchiamo tutti di onorarla al meglio.

Il mio timore più grosso è che la voce giunga alle orecchie di Blackbourne e che possa tentare qualche tiro mancino di conseguenza. Ma ho Electra, qui con me. E anche Zoya...

Vorrei potermi dire tranquilla. In realtà nessuna di loro sta bene. Sembra ci sia un'epidemia di inedia che le vede scomparire giorno dopo giorno sempre di più. Non so come aiutarle, nessuna delle due. Non so nemmeno se vogliono essere aiutate in realtà.

So che mi manchi terribilmente. Le notti senza di te sono lunghe, vuote e fredde. Sono tornati gli incubi...forse solo la tua presenza riesce a tenerli a bada. Ma so che fra non molto tornerai, e questo mi aiuta a non sococmbere alla stanchezza.

Ho avuto modo di parlare ancora, più volte, con Mister Wolfwood, ed anche con Miss Ross. Non avevo idea che vi foste visti e sentiti con tale regolarità...
Ad ogni modo, Mister Wolfwood ha acettato di fornirci le piante della Shouye per la mostra.
Abbiamo avuto un dialogo piuttosto aperto. Gli ho fatto domande dirette, ho ottenuto risposte. Per quanto Lui sembri bendisposto ed aperto nei miei confronti, non c'è modo al momento di andare oltre all'ostracismo voluto dalla Muquin. Possiamo collaborare a livello lavorativo, ed è già molto. Ma per ora non vede possibilità di togliere il mio nome dal libro nero. Le tradizioni sono dure a morire, anche quelle più insensate.
Non fa niente...sapevo a cosa andavo incontro quando presi la mia decisione. Oggi, più che mai, sono lieta di averla presa. Diversamente non potremmo stare insieme, e non potremmo nemmeno sognare di avere un futuro per noi.
Cosa che invece...io sogno.

Miss Ross si è detta molto interessata alla Carnival Mistress: in quanto Dashi ha libertà di movimento e sicuramente si è detta disposta ad offrirci il suo servizio di accompagnamento e la sua presenza a bordo, sia per il viaggio inaugurale che per i successivi.
Per quanto riguarda gli altri accompagnatori, la parola spetta a Mister Wolfwood.
Secondo lei non dovrebbero esserci problemi nemmeno riguardo alla mia presenza. Ma non vorrei illudermi, di nuovo.
Come per la festa...ti confesso che rodo dentro, al pensiero di saperti da solo a quella serata. O peggio, in compagnia di qualcun altro.
Ho specificato che, per quanto riguarda la CM, sebbene io stia prendendo gli accordi preliminari poi sarà Gabriel a gestire il settore inttrattenimento. E quindi, per la nave, potranno riferire direttamente a lui, o a te, senza dover passare tramite me. 
Ho spiegato la situazione della nave, diversa da Hall Point.
Ora sono in attesa di notizie più precise, in modo tale che possiamo pubblicizzare la cosa in modo più incisivo.

Ho inviato a Miss Dufour, con la quale mi sono incontrata pochi giorni fa, la bozza di contratto per i due venti: sia la Cm che la mostra. Attendo risposta.

Il tornado ha creato danni al capannone. Ho incaricato Huj di ripararlo al più presto. Le ho anche detto di farsi acocmpagnare da qualcuno ma a quanto pare è andata da sola.

Le indagini sulla bomba sono ad un punto morto...ma suppongo che con il tuo ritorno saprai far filare le cose meglio di me.

Mi manchi terribilmente. 
Mi mancano le tue braccia, il tuo corpo accanto al mio. Mi mancano i tuoi baci, i tuoi occhi, il tuo sorriso. La forza che mi dà, il sentirti accanto.

Mi manca sentirmi tua.

Ma la sono sempre, in ogni momento.

Tua,

Amelie

martedì 7 agosto 2012

Peur

"Amelie, qualcuno ha pagato delle persone per farti del male."
"Chi?" 

"Non lo so..ma sembra che abbia a che vedere con il tuo passato nella Shouye."


Le parole di Jack continuano a filtrare nella mia mente, rimbalzando tra paura ed incredulità. 
C'è qualcosa di estremamente comico nel rendersi conto di avere una taglia sulla testa, alla stregua del peggiore dei criminali...quando alla fine l'unico errore commesso è stato scegliere un destino che non ho potuto portare avanti, in virtù di una correttezza che continuo a reputare più importante del presunto imperdonabile tradimento per il quale, invece, qualcuno sembra aver firmato la mia condanna a morte.

Nella paura, nell'angoscia che mi lascia nell'animo realizzare tutto questo, non posso fare a meno di sentirmi profondamente grata.


Grata per Jack, perché ho letto apprensione nei suoi occhi mentre mi avvisava del pericolo. Per i suoi consigli, perché sento di non avere mai sbagliato a fidarmi di lei e sento che continuerò a farlo, fino a quando il 'Verse non mi dimostrerà che sbaglio. 

Grata per Jan. Perché a dispetto del dolore e del vuoto che ha lasciato dentro di me scomparendo come ha fatto, non mi pentirò mai delle mie scelte e non dimenticherò mai l'amore che ci ha unito. Perché se questo è il prezzo da pagare per ciò che abbiamo condiviso, allora lo pagherò, nella consapevolezza di avere vissuto giorni preziosi, indimenticabili, che valgono tutto il sangue che scorre nelle mie vene.


Ma io voglio vivere.


Grata, ancora di più, per Lui. 
Sento scorrere dentro di me un sentimento nuovo, caldo e pericoloso, che si fa più limpido ogni giorno che passa. Non riesco ad arginarlo malgrado i timori e la consapevolezza di quanto mi ha detto. Parole che ancora sono scolpite indelebili nella mia memoria, insieme alle mie risposte.

Altre parole ha pronunciato questa notte, quando è accorso da me, e gli ho raccontato tutto.


" Non permetterò che ti sfiorino con un dito... o se oseranno farlo quel dito glielo taglierò insieme a tutto il resto del braccio "


Mi ha tenuta stretta tutta la notte, cercando di farmi sentire sicura e protetta...e riuscendoci in un modo che nemmeno io riesco a spiegarmi. Mi ha tenuta stretta tutta la notte, tenendo da parte il desiderio e  la passione che ci ha unito, in favore di tutt'altra intimità.  

Mi ha tenuto stretta tutta la notte, facendomi addormentare con la nenia del suo respiro caldo, ed il battito del suo cuore accanto a me. Ha tenuto lontani gli incubi con la sua presenza. Ha arginato i miei timori. Ha cullato il mio sonno. Ed io nelle sue braccia mi sono abbandonata, al riparo da tutto il resto.

Cammino come un'equilibrista circense, sospesa sul filo di un sentimento  che si fa strada dentro di me ogni volta che mi sorprendo a guardarlo negli occhi. Palpiti di cuore che si disperdono nel tempo di un battito di ciglia.
Lo guardo, lo ascolto mentre mi rassicura e mi mostra tutta la sua determinazione. 
Vedo quanto forte sia, quanto sia meraviglioso l'uomo che è...a dispetto di quanto lui possa pensare di se stesso.


Mi sto innamorando di lui? 
Tremo, nel timore di conoscere già la risposta.




sabato 23 giugno 2012

Mei Mei.....et le noir.


Dalla Cortex mail



Sono
 passati giorni, e settimane, da quando ci siamo salutate.
Da quando me ne sono andata, promettendoti di non sparire e di tenermi in contatto.
Ma è stato un tempo piuttosto pieno...e spero tu mi eprdonerai, per il silenzio che si è protratto fino ad ora.

Spero anche che tu stia bene, e che tutto nella Casa stia procedendo nel migliore dei modi.
MI manchi. Mi mancano le nostre chiacchierate, e mi manca suonare con te.
Sono approdata ad Hall Point. 
Brent Ratliff mi ha assunta, dandomi la possibilità di un lavoro che sia nelle mie corde, per quanto a volte io abbia il bisogno di fuggire da queste paratie.

Quando capiterai da queste parti, avvisami.
Farò in modo di poterci incontrare, in un luogo a te congeniale, che non ti metta in pericolo agli occhi di nessuno.

Ti abbraccio,

Amelie



Amelie, mia cara

non è solo colpa tua se non ci siamo sentite in questi tempi, ma il controllo da parte della Nuzi su di noi diventa sempre più stretto.
Non ti farà piacere saperlo, ma devo essere sincera con te in onore di quell'amicizia che ci ha legate quando eravamo compagne alla casa... Josephine ti ha inserita nella lista nera della Shouye!
Sinceramente non so cosa l'abbia spinta a farlo... non mi risulta che tu abbia cercato di mettere in discussione il suo ruolo nella Casa, ma sappi che ora anche tu come Evah sei in quella lista... incontrarci sarà ancora più difficile.
Anche tu mi manchi, mi manca poter discutere con te senza freni, perché so che eri l'unica che con cui potevo parlare liberamente senza avere paura di essere fraintesa o giudicata... cercherò presto di raggiungerti su Hall Point.

Un abbraccio

Ming






Ming, sorella mia,

lo sospettavo. Ed avevo persino timore a scriverti, che la Nuzi fosse giunta persino a sorvegliare i vostri messaggi.
Mi auguro che non sia così, e che, almeno nella forma scritta, noi si possa ancora comunicare liberamente, senza paure.

La notizia che mi porti, per quanto amara da digerire, non è del tutto inattesa.
Probabilmente ha pensato che avendo accettato io di lavorare ad Hall Point, la mia vicinanza lavorativa ad Evah sia abbastanza per accomunarci.
O, forse,  la decisione di voltare volontariamente le spalle alla Shouye ha il suo prezzo da pagare.
Lo pagherò, perché quello che ho ottenuto in cambio, mei mei, non ha alcun prezzo.
E la mia vita, senza, non avrebbe più alcun senso.

Non so se augurarti di sperimentare almeno una volta in vita tua quello che io ho avuto la fortuna di ricevere...perché ho la certezza che ti cambierebbe totalmente, stravolgerebbe qualsiasi criterio precedente e rivoluzionerebbe ogni più piccola parte di te.
E ti renderebbe impossibile, continuare come prima.

Però...però non posso fare a meno di pensare che sia meraviglioso.
Che un Amore così non può che essere una benedizione, quali che siano le conseguenze.

In ogni caso, e sempre, ti auguro di essere felice. Di poter trovare nella Casa qualcuno con cui parlare, così come facevi con me. Di poter realizzare tutti i tuoi sogni.
E ti prometto che ci sarò, ogni volta che vorrai raggiungermi. 

Ti abbraccio con affetto,

Amelie

lunedì 28 maggio 2012

La dernière soirée

Mercoledì.
Fra due giorni avrò occasione di vedere Josephine. Io e lei da sole.
Non so perché ho aspettato tanto a lungo. Probabilmente avevo bisogno di qualcuno che mi rassicurasse, e non mi stupisce che sia stata proprio Donna a darmi l'ultima affettuosa spinta in direzione della mia libertà.
Non che non fossi decisa, o non sapessi che cosa voglio. Lo so benissimo. E sono più che decisa.
Ero solo...spaventata. Ho rischiato di farmi frenare dalla paura più del dovuto.
Avevo timore di dare una delusione. Di tradire chissà quali aspettative nei miei confronti. 
E invece, a quanto pare, la mia è una scelta coraggiosa. Che viene apprezzata.
Non sono certa che lo sarà anche da Josephine, e di questo, un po', ho ancora timore. 
Ma mi sono decisa.  Non potevo più aspettare. Forse ho già atteso troppo. Forse avrei dovuto dirglielo nel momento stesso in cui me ne sono resa conto...ma avevo bisogno di tempo.
Per processare le mie emozioni, masticare le mie decisioni.
Le ho scritto; le ho chiesto di vederci, io e lei da sole. 
Mi ha chiesto di rimandare un paio di giorni, ma che ci tiene particolarmente ad accettare il mio invito.
Mi auguro che riesca a comprendere.
Non è mia intenzione tradire la Casa.
Ma amo. Sono amata. Non ho alcuna intenzione di rinunciare. Di tradire Lui. O me stessa.
E l'unica scelta possibile, per me, è lasciare la Casa.


E' sembrato tutto così semplice, naturale. 
Donna ha l'innata capacità di donarmi una calma meravigliosa.
-"E' bello rivederti" le ho detto
-"Tesoro..è bello rivedere te, tutta intera..." mi ha risposto.


Mi ha abbracciata. Ci siamo confidate a vicenda.


E vedere Colin con lei è stato meraviglioso. Poter verificare di persona quale miracoloso cambiamento lei sia stata in grado di donargli.
Non mi sembrava nemmeno lo stesso bambino di cui, a volte, ancora sento le urla nei miei incubi.
Gli ho portato dei regali...pochi in realtà, in confronto a quanti avrei voluto dargliene.
Una chitarra che ho acquistato da un artigiano di Greenfield: l'ho fatta fare delle misure giuste, per un bambino. Potrà usarla ancora qualche anno, prima di passare ad una di dimensioni standard.
Gli è piaciuta subito. Lo ha colpito. Ha provato a far vibrare le corde.
Gli insegnerò a suonare. Donna gli ha già anticipato che vorrei insegnargli anche a disegnare.
Sembra contento.  Mi ha fatto un disegno. Un ritratto di me, fatto con le sue mani. Ha una mano interessante, e la scelta dei colori è perfetta. Sono certa che ci sia un piccolo artista nascosto in lui.


Mi ha fatto sorridere, quando mi ha chiesto di avvisare Jan che se mi farà soffrire, ci penserà lei a far conoscere a lui tutti i significati della parola sofferenza.
Mi ha fatto sentire protetta.
Anche se , dentro di me, sono sicura che non mi servirà questa protezione.


-"Che cosa farai, dopo?"
-"Di idee ne ho tante...mi piacerebbe aprire una galleria d'arte."
-"E cosa ne diresti se ti coinvolgessi in un mio progetto di più ampio respiro?"


La Fondazione Jules Verne.
E dopo aver visionato il documento del progetto, sono certa che non avrebbe potuto trovare nome migliore.


-"Vorrei che tu mi aiutassi a realizzarlo".


Non avrei mai potuto rifiutare.


Questa sera suonerò per lei. 
Sarà l'ultima volta che suonerò in veste di membro della Casa.
Sono felice, che sia per Lei.


mercoledì 16 maggio 2012

Règles

Paragrafo XIX: Riguardante l'Amore.
 -Un accompagnatrice rinuncia al sentimento dell'amore inteso come vita di coppia: coltiva invece un amore senza confini tradizionali, tenendo il proprio cuore colmo dei migliori sentimenti.Malgrado ciò, un accompagnatrice è di tutti e di nessuno.


Le regole, prima, non sono mai state un problema per me.
Da quelle sociali, a quelle famigliari, a tutta quella serie di regole che mi sono auto indotta, crescendo, nel tentativo di affrontare il 'verse e la vita che mi si prospettava davanti nel modo migliore.
Le regole mi davano sicurezza. Confini stabiliti entro i quali muoversi ed in cui definire gli standard della perfezione.
Le regole non sono mai state un problema, per me.
Prima.


Mi ricordo con disarmante lucidità, gli avvertimenti ricevuti da mon père nel corso degli anni.


-"Prima o poi, questa tua attitudine al controllo di te stessa ti recherà un danno, Melì. Verrà il giorno in cui ti renderai conto che per ogni regola c'è almeno una deroga. Un'eccezione. "
Mi chiedo, talvolta, se non mi abbia celato certe sue doti da sensitivo.
Più probabilmente, la sua infinita intelligenza gli ha sempre consentito di vedere le cose da un punto di vista più ampio, e meno soffocato da quelle imposizioni che Maman ha inculcato in me, forse già con il latte materno.

Dopo Greenwood, dopo il crollo, mi ero data regole precise.
Con la guarigione, ed il recupero della mia integrità e del mio centro, quelle regole mi hanno portato a maturare quella che sembrava  la scelta più ovvia e naturale: la Shouye.
Mi avrebbe concesso di perseguire la conoscenza di cui sono affamata, di ottenere prestigio, accesso a contatti importanti, consolidamento della mia posizione sociale. Nuovi standard di vita, ancora più elevati di quelli che già comunque la mia famiglia mi avrebbe assicurato.
Mi avrebbe concesso l'Arte.
Mi avrebbe concesso tutto.

Dopo Greenwood, mi ero convinta che non sarebbe stato possibile per me credere ancora in determinate questioni, legate ai sentimenti.
Dopo Greenwood, mi ero creata nuove regole. 
Credevo di aver bandito l'Amore. Di poterlo tenere a bada attraverso escamotage puramente razionali. Di poterlo piegare alle mie esigenze e di poter avere il pieno controllo sui moti della mia anima.
Dopo Greenwood, avevo deciso che il principio de "seguire la corrente, senza combatterla", potesse valere per qualsiasi cosa. Tranne che per l'Amore.

Dopo Greenwood, credevo di aver chiuso ogni porta. Credevo...
Credevo molte cose.
Mi ero illusa di avere un pieno e totale controllo di me stessa, delle mie emozioni più profonde, delle mie reazioni.
Mi ero illusa di essere in grado di provare l'Amore incondizionato. Di poter rivolgere il mio cuore a tutti e nessuno, al 'Verse intero, guidandolo attraverso i vortici della corrente, senza permettergli di adagiarsi mai su uno scoglio in particolare.

Non è stato così.
Ed ora mi ritrovo a domandarmi: è stata davvero la scelta giusta? 
O è stata solo...Paura?




-I fidanzamenti ufficiali sono vietati, così come alcuna forma di legame di ogni tipo di origine o cultura che comporti unione sentimentale. L'intrattenere relazioni privilegiate è proibito, a maggior ragione se tenute in luogo pubblico o se esse dovessero diventare palesi, e la punizione è a discrezione della Casa.




Ci sono, in effetti, delle sfumature che non comprendo appieno.
Le regole sono chiare, di solito.
Se una cosa è "proibita", la è in tutte le sue accezioni. 
"A maggior ragione, se..." sottintende forse una certa  larghezza di vedute, o una certa tolleranza per quelle situazioni che si riescano a mantenere sotto controllo, al riparo dagli occhi indiscreti?
E' proibito, ma c'è la possibilità di aggirare la proibizione con il beneplacet di occhi chiusi da parte della Muqin, se certi eventi si tengono relegati ad una intimità che non deve e non può in alcun modo coinvolgere il 'Verse?
Esistono casi similari? Ci sono situazioni simili tra le altre accompagnatrici?
Oggi, Dhemetra, mi ha fatto quasi pensare che sì...ci sia qualcosa di simile.
O, comunque, che non sia io l'unica a trovarmi in questa situazione  ingarbugliata, dalla quale non è così semplice uscire, ed in cui non è affatto semplice districarsi.

Ho ben chiaro quello che voglio. Ho ben chiaro quello che provo.
Quello che ancora non ho ben chiaro, è quanto sarà alto il prezzo da pagare...perché se ho una certezza, è quella di non voler rinunciare a quanto mi è stato donato, in barba ad ogni regola del 'verse.











Aggiornamenti del Regolamento interno:
- Rapporti con l'Alleanza.

In data 14-05-2514 Dopo una seduta straordinaria della Casa di Horizon,
presieduta dalla Nuzi Leroux sono state modificate alcune
sezioni delle regole della Casa.
Si è stabilito che:
1) Nel caso un'accompagnatrice dovesse essere incriminata e subire una pena carceraria
 superiore ad un giorno di reclusione  verrebbe allontanata senza possibilità di reintegro dalla Shouye.

2)Nel caso un'Accompagnatrice dovesse essere incriminata e subire una pena carceraria di
un solo giorno di reclusione  o debba pagare una pena pecuniaria, rimarrà in sede con la possibilità di redimersi. Se dovesse riproporsi la medesima situazione una seconda volta, verrà allontanata senza possibilità di reintegro dalla Shouye.

3)Nel caso l'equipaggio della Nave sulla quale presta al propria attività un'accompagnatrice,
 venisse processato ed accusato di crimini contro le leggi dell'Alleanza con
 conseguente pena carceraria e pecuniaria,
la stessa accompagnatrice dovrà cessare immediatamente la propria collaborazione con tale equipaggio.
Questo vale anche nel caso  fossero dei singoli membri della nave in questione
 ad essere sottoposti ad inchiesta e ritenuti colpevoli.


Altre regole, altre situazioni. Ma tutto si connette, in una ragnatela spessa ed intricata.
Se già prima non avevo alcuna intenzione di rinunciare facilmente ai Phantom, adesso sono più che mai motivata nel cercare un modo per far funzionare le cose.
Motivazione che il discorso di Josephine nel pieno del Crazy Horse non ha fatto altro che aumentare a dismisura. Insieme al panico. Il timore di perdere tutto.


-Risolviamo tutto.


Due parole pronunciate nel calore di un abbraccio, al quale ormai non so più rinunciare.
Sono bastate a riportare la calma nel vortice emozionale che mi aveva colto.
Sono bastate a farmi sentire meglio, a placare il timore per Akurl, la preoccupazione per Zoya, lo sconforto per Dhemetra e Lydia.
Hanno placato il panico.


Sono bastate a farmi sentire protetta, sicura.


Altri pezzi di me e del mio controllo che si sgretolano di fronte alla semplice presenza di qualcuno che c'è, senza dire nulla se non quello che ho bisogno di sentire.
Che mi parla con gli occhi.
Che non chiede nulla, ma mi regala tutto. Ogni giorno.









lunedì 16 aprile 2012

La Vie en Rouge

"La Vita è Dio. Dio è la Vita."




ELERIA


Tornare a casa mi solleva il cuore. 
Le città di Elèria si armonizzano splendidamente con  la natura del pianeta; non c'è una dominanza del grigio, ma una serena ed armonica fusione di colori che si tramutano in serene melodie per l'animo di chi si soffermi ad ammirarne il paesaggio.


Tornare a casa per visitare il Tempio della Ragione  e per di più in compagnia di Evah, è stato uno splendido modo per giungere ad un nuovo livello di consapevolezza.


L'ho visto.
Ho visto la sua figura, il volto rapace a fissarmi sui gradini del Tempio.
Il volto di Jacob Heisenberg è apparso dal nulla, scivolando fuori da quelle pieghe profonde della mente in cui avevo cercato di accantonarlo.
In quell'istante ho avvertito sulla pelle il suo sguardo. Lo stesso brivido che sentii nel suo Laboratorio.


"Solo a te spetta decidere, quale direzione scegliere"


Le parole di Ayline sono giunte poco dopo.
Per quante occasioni abbia avuto di conversare con Lei, e di saggiare con quanta chiarezza possa guardare al mondo malgrado i suoi occhi ciechi, non posso fare a meno di sorprendermi per la puntualità di risposte che giungono alle mie domande non ancora formulate. Forse, per lo più, non ancora pensate.
C'è un nome che sussurra torbido al mio orecchio, spinge dalle profondità inabissate del palazzo della memoria per riaffiorare, forse a causa di similarità che non voglio cogliere.
Non voglio pensare a Greenwood.




Dopo la visita al Tempio, Evah è stata ospite mia e della Famiglia, à la Maison Saint Laurent, in occasione del concerto privato che Maman organizza regolarmente. 
Ha conquistato tutti, con la sua classe e la sua eleganza. Persino Papà
Maman, colpita dal suo gusto e dall'amore per l'Arte, ha voluto farle dono di uno spartito: con dedica ed autografo.
Abbiamo scoperto che è in ottimi rapporti con il geniale ed eclettico Vee
Curioso quanto il 'Verse appaia così piccolo, a volte.








Jacob Heisenberg

Ineffabile. Il senso di meraviglia che mi coglie, nel rendermi conto di quanto la Vita intessa trame e fili  sottili che si intrecciano tra loro danzando ai nostri occhi come scintille che abbagliano, sviando l'attenzione forse da disegni ben più arcani di quelli che le semplici coincidenze declamano.
Io non ho mai creduto alle coincidenze. La Vita accade. Ma non accade "per caso".
Non mi aspettavo di vederlo, sui gradini del Tempio. 
Di tutte le visioni che sapevo avrebbero potuto cogliermi, come ogni volta, Lui era forse una di quelle che non avevo nemmeno contemplato. Non per un solo istante.
Eppure era lì. Immagine sfocata e indefinita, ma ben chiara al mio intimo e alla mia pelle.

Quale senso di stupore mi ha preso, nel ricevere proprio la Sua convocazione personale, al mio ritorno presso la Casa.
Ho suonato per Lui. Solo per Lui.
Mi ha ascoltata, con attenzione, per quanto fosse evidente che i suoi pensieri fossero ad altro rivolti. Distaccato, freddo, cortese.  Sempre affascinante, per quell'aria distante. Così assorto nella contemplazione di chissà quale progetto, ma al tempo stesso pronto a farsi rapire dalla musica. 
La Mia musica.
Avrà percepito in essa i brividi sotto la mia pelle?
Ho colto un sorriso, alla fine. Lievissimo, ma presente.
I suoi complimenti, e la preghiera di riportarli a Josephine, sono stati la degna conclusione di una splendida giornata.
Sarei lieta di tornare, gli ho detto.

"Non mancherà occasione".

Non ho mai atteso un secondo invito con altrettanta trepidazione.



Akurl

Avverto crescere in me un sottilissimo senso di colpa.
Lo sto trascurando, forse? Sto approfittando di Lui? Gli ho fatto promesse che non sarò in grado di mantenere?
Non credo. Eppure al tempo stesso non sono del tutto certa di essere nel giusto, malgrado io sia sempre stata onesta.
Affermerei il falso, dicendo che non mi sono affezionata a Lui e che non provo un sincero affetto nei suoi confronti. Ma non è ciò che Lui chiede. Di questo sono sicura.

Mi sono preoccupata, scoprendolo ferito. 
E al tempo stesso di fronte agli altri per un sottile e perverso tentativo di attenermi alla buona creanza e alla discrezione fra Accompagnatrice e Ciente, non gli ho donato la solita informalità.

Dottore, l'ho chiamato.

Non ho potuto fare a meno di notarne la luce di disappunto negli occhi.
Gli ho scritto, per chiedergli se avesse bisogno di qualcosa.
Sta meglio, dice.


Josephine

E' difficile spiegare in quale tortuoso modo io stia cercando di essere al tempo stesso sincera con Lei, e in grado di ritagliarmi quegli spazi personali che desidero essere esclusivamente miei.
Non le ho nascosto nulla. Ho risposto con franchezza a tutte le sue domande. Anche quelle riguardo ad Evah.
Ho tenuto per me solo quelle piccole cose che, in tutta franchezza, con la Shouye non c'entrano nulla. La Casa ha tutta la mia lealtà. Non possiede tutta la mia anima.
Lei ha tutto il mio rispetto e la mia sincera e profonda amicizia, nonché una gratitudine incondizionata per tutte le possibilità che mi ha donato.
Ma non mi sento in obbligo di aprirle ogni minimo frammento di me stessa.

Ho scoperto che un suo Cliente è interessato ad Ayline, ed alla Lega Empatica.
Dubito sarà facile per Loro entrare in contatto con la Monaca, e convincerla soprattutto ad elargire i suoi segreti.

Ho scoperto anche di essere riuscita nella mia prima opera di mediazione, convincendola a non annullare il Tour di Concerti che Evah stava organizzando per Ming, in collaborazione con Hall Point. E, quindi, Miss Winter.
Credo di averle fatto comprendere che sarebbe stato controproducente per tutti, e soprattutto per l'immagine della Shouye, un tale passo indietro.
La Casa avrà un ritorno di immagine incredibile, grazie al talento di Ming e all'impegno profuso da Evah nella preparazione della Tournée.
Ho cercato di comprendere meglio che cosa si agiti alla base di quello che, a me, pare un odio viscerale pulsante tra due delle donne più belle ed intelligenti che io conosca.
Josephine mi ha raccontato. Qualcosa.
Non sono certa di averne compreso le implicazioni più profonde.
Le maldicenze, pur ripetute nel tempo, non credo valgano lo sforzo e l'energia profusa per odiare e combattere una persona con tale fervore.
Nemmeno le opinioni divergenti.
L'ingenuità di questo pensiero mi coglie nel momento stesso in cui realizzo che sono, invece, alla base di una Guerra che si combatte e conta morti su tutti i fronti, senza che alla fine ci sia qualcuno in grado di indicare un sentiero che possa accontentare tutti.

O scontentare, tutti, in egual misura.


XUETU

Io, ora.
Secondo Josephine, la promozione più rapida nella storia della Shouye.
Ancora fatico a rendermene conto. Ma la soddisfazione ha un gusto inebriante al palato.














lunedì 2 aprile 2012

La Pluie en Rouge




Shouye

La vibrazione dell'attesa e del fermento sembra propagarsi attraverso  le pareti della Casa, e trasmettersi lentamente a tutti coloro che la abitano.
Si tratta di armonie tutte differenti, scale e gorgheggi di varia natura. 
Si intrecciano dando vita a melodie di tensione e con i loro artigli minacciano di ghermire chiunque passi loro abbastanza vicino.
O forse, è tutto nella mia immaginazione?


Non credo.


Do.
Il senso di attesa che gira intorno alla missione cui devono partecipare Duath e Rochelle ha lo stesso colore della prima nota.
Non ne so molto. In verità non ne so nulla. Ho solo compreso che occorre parecchio studio, e che Duath si sta preparando a mescolarsi con individui che non seguono i dettami della moda del Core.
Sono note basse, basilari, piene. Note di impegno. Di preparazione.  Con il vago sapore dell'ignoto nei confronti delle successive.
Duath, in particolare, sembra avere qualcosa di stonato. Non lo conosco per nulla. Ma ciò che ho avuto modo di vedere e di sentire, è sufficiente per lasciarmi qualche dubbio riguardo alla sua serenità attuale.




La.


Come La Festa in preparazione, proposta da Josephine.
Tema: I Sensi.
Non ricordo di aver mai avuto in passato difficoltà tali nel gestire il tema di un evento o recuperare ispirazioni adatte all'occorrenza.
Se dovessi seguire il ventre, i Sensi chiamano la Sensualità.  La sensualità nell'Arte e nella Letteratura, anche come sperimentazione dei sensi, porta radici che affondano nel passato della terra-che-fu.
Ma l'idea che intende sviluppare Josephine è ben diversa,  -o meglio- più strutturata e, devo ammetterlo, di difficile approccio per me.
La mia richiesta di poter cantare una canzone durante la serata è stata accolta, ed ora  ho mille e più melodie per la testa ma nessuna che sembri veramente adatta alla serata.
Abbiamo parlato della disposizione di opere d'arte, che siano originali ed in tema. 
Opere che possano dare vita ad una nuova collezione e non solo limitata alla festa.
Riguardo a questo, almeno ho già le idee chiare. I contatti dei miei compagni di corso, e qualche nome già emergente. La prima sarà sicuramente Selina. Non la vedo da troppo tempo.




Si.


Ammetto di essere anche un po' tesa per la questione del Neurostimolatore.  
Mi sono proposta per i test sotto controllo medico proprio per evitare le spiacevoli sorprese dell'ultimo minuto.
Sarà Akurl a condurre i Test.
Mi ha già contattata. Ci vedremo domani.
Ha accennato anche ad altro. Un lavoro di cui ancora, però, non può parlare. Per il quale vorrebbe fare il mio nome. Apprezzo che voglia aiutarmi ad emergere e ritagliarmi il mio posto nella Casa.
Mi fa piacere rivederlo. E' sempre bello stare in sua compagnia.
A volte però mi chiedo cosa significhi veramente per Lui essere in questa situazione. Ciò che prova è diverso da quel che provo io. Quel che sono in grado di dargli è probabilmente diverso da ciò che vuole veramente per sé. Oppure no? In fondo, chi sono io per giudicare e scegliere al suo posto?
Non ho voluto allontanarlo. E' vero. Forse la mia prima scelta è stata un errore.
Eppure se ripenso a quella notte, non riesco a trovare nulla di sbagliato in ciò che abbiamo condiviso.




Do+.


Mister X conferma l'appuntamento per domani sera. 
Non ha voluto dirmi dove andremo.  Solo di indossare un abito elegante.
Il mio guardaroba non mi tradirà.






Re+


Josephine ha ricevuto delle splendide rose rosse, nei giorni scorsi. 
Un ammiratore segreto, dice.
La invidio un po'.