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sabato 7 aprile 2012

Le Rouge Bijou, et d'autres réflexions


"Un fiore, un simbolo

63."


Sto ancora cercando di capire per quale motivo un semplice biglietto anonimo ed un gioiello, tra l'altro di ottima qualità e con rubini fantastici, possano trasmettermi tanta ansia.
Secondo Josephine, dovrei essere contenta, soddisfatta.
Uno dei miei clienti è così soddisfatto di me , da farmi un regalo. 
Dovrei indossarlo, gioirne e stare tranquilla.
Mi dico che ha ragione Lei. Mi dico che probabilmente mi sto preoccupando per nulla. Eppure c'è qualcosa che mi serpeggia dentro.
In fondo, lo ha detto anche Lei. Di solito i Clienti non omaggiano  tramite biglietti anonimi ed incomprensibili attraverso i quali non è possibile risalire al mittente e quindi porgere i dovuti ringraziamenti.
Sono arrivata a sospettare di Akurl. Ma dal modo in cui ha risposto alle mie domande -dirette e indirette - non sembra essere coinvolto.
Per quale motivo poi dovrebbe celarsi dietro l'anonimato?
Forse, per la stessa ragione per cui non riesco ad osservare questo gioiello senza  sentirmi così?
Un Anello.
Se fosse stato un girocollo mi sarei sentita così in imbarazzo?
Je suis mal dans ma peau.
Così direbbe Maman. 

Mister X  mi ha fatto trovare un enorme mazzo di splendide orchidee bianche ieri sera. 
Si è ricordato che sono i miei fiori preferiti.


Ho conosciuto il Dottor Jacob Heisemberg.
Avrei voluto avere più tempo.
Ho sentito il suo sguardo sulla pelle. Solo per un istante.
Continuo a ripensare a quell'istante.

Mi chiedo se e quando avrò l'occasione di rivederlo. 
Scambiare, con lui, più di qualche parola formale.


Ho salutato Dhemetra.
E' partita, con la nave del Capitano Neville.
Credo di averla invidiata per un momento.
Quell'uomo ha fascino.


Ho conosciuto Deliorra e Joss, del Black Oak Ranch.
Ho gradito moltissimo la compagnia di entrambi.
Lei mi ha scambiato, per un attimo, per Miss Winter.
Sono ancora lusingata, del complimento.
Mi chiedo se Miss Winter lo sarebbe altrettanto.


Ho rivisto Lydia.
Presto faremo la nostra gita a Greenfield.
Ho promesso di insegnarle a cavalcare, e a meditare.
Ha promesso di insegnarmi a sparare, e a difendermi.
Ho l'impressione che sarà un'avventura, per entrambe.

Mi ha offerto un posto a bordo della Banshee!
Avere una Accompagnatrice a bordo le sarebbe utile.
Provare questa esperienza potrebbe essere molto utile a me.

Josephine mi ha dato il suo benestare.



Da qualche giorno, ha smesso di piovere.







lunedì 2 aprile 2012

La Pluie en Rouge




Shouye

La vibrazione dell'attesa e del fermento sembra propagarsi attraverso  le pareti della Casa, e trasmettersi lentamente a tutti coloro che la abitano.
Si tratta di armonie tutte differenti, scale e gorgheggi di varia natura. 
Si intrecciano dando vita a melodie di tensione e con i loro artigli minacciano di ghermire chiunque passi loro abbastanza vicino.
O forse, è tutto nella mia immaginazione?


Non credo.


Do.
Il senso di attesa che gira intorno alla missione cui devono partecipare Duath e Rochelle ha lo stesso colore della prima nota.
Non ne so molto. In verità non ne so nulla. Ho solo compreso che occorre parecchio studio, e che Duath si sta preparando a mescolarsi con individui che non seguono i dettami della moda del Core.
Sono note basse, basilari, piene. Note di impegno. Di preparazione.  Con il vago sapore dell'ignoto nei confronti delle successive.
Duath, in particolare, sembra avere qualcosa di stonato. Non lo conosco per nulla. Ma ciò che ho avuto modo di vedere e di sentire, è sufficiente per lasciarmi qualche dubbio riguardo alla sua serenità attuale.




La.


Come La Festa in preparazione, proposta da Josephine.
Tema: I Sensi.
Non ricordo di aver mai avuto in passato difficoltà tali nel gestire il tema di un evento o recuperare ispirazioni adatte all'occorrenza.
Se dovessi seguire il ventre, i Sensi chiamano la Sensualità.  La sensualità nell'Arte e nella Letteratura, anche come sperimentazione dei sensi, porta radici che affondano nel passato della terra-che-fu.
Ma l'idea che intende sviluppare Josephine è ben diversa,  -o meglio- più strutturata e, devo ammetterlo, di difficile approccio per me.
La mia richiesta di poter cantare una canzone durante la serata è stata accolta, ed ora  ho mille e più melodie per la testa ma nessuna che sembri veramente adatta alla serata.
Abbiamo parlato della disposizione di opere d'arte, che siano originali ed in tema. 
Opere che possano dare vita ad una nuova collezione e non solo limitata alla festa.
Riguardo a questo, almeno ho già le idee chiare. I contatti dei miei compagni di corso, e qualche nome già emergente. La prima sarà sicuramente Selina. Non la vedo da troppo tempo.




Si.


Ammetto di essere anche un po' tesa per la questione del Neurostimolatore.  
Mi sono proposta per i test sotto controllo medico proprio per evitare le spiacevoli sorprese dell'ultimo minuto.
Sarà Akurl a condurre i Test.
Mi ha già contattata. Ci vedremo domani.
Ha accennato anche ad altro. Un lavoro di cui ancora, però, non può parlare. Per il quale vorrebbe fare il mio nome. Apprezzo che voglia aiutarmi ad emergere e ritagliarmi il mio posto nella Casa.
Mi fa piacere rivederlo. E' sempre bello stare in sua compagnia.
A volte però mi chiedo cosa significhi veramente per Lui essere in questa situazione. Ciò che prova è diverso da quel che provo io. Quel che sono in grado di dargli è probabilmente diverso da ciò che vuole veramente per sé. Oppure no? In fondo, chi sono io per giudicare e scegliere al suo posto?
Non ho voluto allontanarlo. E' vero. Forse la mia prima scelta è stata un errore.
Eppure se ripenso a quella notte, non riesco a trovare nulla di sbagliato in ciò che abbiamo condiviso.




Do+.


Mister X conferma l'appuntamento per domani sera. 
Non ha voluto dirmi dove andremo.  Solo di indossare un abito elegante.
Il mio guardaroba non mi tradirà.






Re+


Josephine ha ricevuto delle splendide rose rosse, nei giorni scorsi. 
Un ammiratore segreto, dice.
La invidio un po'.



Lamelles en Rouge, Fragments en Noir



"Essere nello stato di non-sapere è Samadhi.
Il Sesso è sacro come il Samadhi."







Mister X.
Se la conoscenza è potere, lui è una delle persone più potenti e pericolose che io abbia incontrato dal mio arrivo in città.
Secondo gli accordi doveva essere -inizialmente- solo un pranzo.
Pura rappresentanza.
Si è tramutato in qualcosa di diverso. 
Non sono servite molte parole. E' bastato uno sguardo.
Una luce diversa nei suoi occhi blu oceano. Un sussurro basso. 
Nulla di scontato. 
Il tragitto dal ristorante all'Hotel in completo silenzio.
La pioggia, di fuori. Il grigio, oltre i vetri.
Poi ha chiuso le tende. E nella stanza è piombato il silenzio ovattato della penombra.
Candele accese. E quegli occhi, a spogliarmi. A poco a poco. Senza fretta.
Lento ed inesorabile come una calda ondata di marea, dalla quale non avrei mai potuto ritrarmi. Nemmeno volendo.
E, certo, non lo volevo.
Le sue mani su di me. Ne sento ancora il brivido caldo. 
Percepisco il ricordo della mia schiena che trema al suo tocco. 
Il mio respiro sulla sua bocca. Il calore che infiamma il ventre.
Respiri che si mischiano, come onde frantumate sugli scogli.
Ho sentito la sua necessità. 
L'ho sentito sprofondare dentro di me quasi con disperazione. Come cercasse, in questo, di allontanare qualcosa.
Cosa, non saprei dirlo, ancora. Forse un ricordo.
Uno di quelli che fanno male, e bruciano come il fuoco sulla pelle.
Ho sentito la solitudine. Il suo bisogno di colmarla. Di andare oltre.
Di trovare, anche per un solo momento, un angolo tranquillo al di là di tutto il peso che si porta appresso.
Ero lì. Per Lui. Con Lui. 
L'ho accolto in me. Il tempo si è fermato a ricucire le sue ferite nei nostri corpi intrecciati.
Sembrava quasi felice, dopo. Più leggero. Mi ha sorriso.
Chiederà ancora solo di me, ha detto. 
Gli ho sorriso.




Non ho pensato, per un solo misero istante, ad Akurl. 
E' forse un male, questo?